Torno Sabato – Torno Sabato la Lotteria – Sabato e tre (Rai Uno 2000 ... 2004)
Tutto è cominciato là, dinanzi al mio piccolo schermo, e grazie alla televisione satellitare. Un giorno, ho scoperto sulla Rai un programma: Torno Sabato. Oltre al protagonista principale, c'era un divertente piccolo personaggio che interveniva: Carlo Pistarino. Ciò che mi ha immediatamente interessato, benché essendo soltanto un partner di scena, quello che dà la battuta, quest’attore sapesse essere discreto e tuttavia avere una presenza impressionante. Metteva in valore il suo partner, gli effetti delle scene, lasciando niente a caso, prendeva un nuovo andamento subito sull'improvvisazione. Quando ho capito che era anche uno degli autori, ho allora saputo perché sapeva sostenere così le battute, arricchirle sul vivo in una seconda anzi. Ne conosceva la struttura ed il meccanismo, e sapeva dunque dove dare una spintarella, l'accelerazione necessaria se necessario. Non si accontentava di seguire la recita del suo partner, lo stimolava. Ed in questa competenza, mi credo che sia specialista.
Penso in primo e soprattutto al suo personaggio del giudice (vedi foto sopra) perché è il mio preferito. Magari perchè potrebbe essere un personaggio di teatro, è ricco. Il suo arrivo su scena con una musica molto misteriosa e ridicula era già tutto un programma. La piccola frase che lanciava ad ogni volta all'orchestra era sempre esilarante: "Basta!" Questa non è una musica di camera ma musica di bagno!" J Schiacciato sotto una parrucca degna di Luigi il XIV (scoprendolo più tardi nel Borghese il parallelo si sembrava ancora più forte), il passo solenne, l'aria grave ed impassibile, allora che doveva giudicare un "imputato” comico, si accampava in un minuto il suo personaggio. Una parodia? No, è più forte. Non vedo come interpretare l'imparzialità della giustizia, un poco polverosa e antiquata in modo comico più giusto! Durante tutta la scena, poteva ripetere giochi di parole che facevano ridere tutta la sala senza alzare una sopracciglio. È grande!! e poì c’è quest'umorismo unico, queste frasi ossequiose che dice con una voce calma per subito dopo irritarsi in un'esplosione incredibile. È l'esempio tipo di quest'accelerazioni che sa dare in una seconda in uno sketch. L'effetto comico è sottile, molto più che né sembra. Mi divertivo spesso quando osservavo in seguito le registrazioni di quest'emissioni da osservarlo lui più particolarmente. Non c'è un momento in cui lascia il suo personaggio senza reazione, anche nei suoi silenzi, anche se sembra immobile. C'è un piccolo gesto, un movimento di testa che lo fa sempre essere nella recita, e dare l’umorismo senza avere l'aria di fare nulla. È questa sottigliezza (ma sì lo dico) nella sua recita che conquista e soprattutto quest’ arte incredibile a sapere amplificare e mettere in evidenza un dettaglio ridicule.
E quindi ci sono tutti gli altri personaggi.... Come non pensare al poliziotto che verbalizza tutto ciò che si muove, o alla nonna del piccolo Cappuccetto rosso. Ciò che era divertente da vedere, era questa felicità da recitare, di giocare come bambini quasi. Un buono umore comunicativo, un’umorismo fresco, vivo e tranquillo. Buster Keaton italiano, l'uomo che non ride mai ma che sa causare il ridere.