L'Arte di Carlo Pistarino


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Ti lascio una canzone intervista

Lui chi è


(05 maggio 2008)



"Una bella esperienza artistica ed umana". Carlo Pistarino definisce con queste parole la sua partecipazione a Ti lascio una canzone. Ha molto gentilmente accettato di rispondere alle varie domande che la spettatrice che sono io desiderava porrgli. Vi invito a scoprire il punto di vista molto interessante di uno degli autori del programma e così rivivere per alcuni momenti ancora l'emozione di uno spettacolo ormai culto.

Grazie mille a Carlo Pistarino per questo bellissimo regalo.


Marie-Lise

ML - Sei stato uno degli autori di Ti lascio una canzone, varietà dal successo incontestato. Il regista Roberto Cenci ha avuto l'idea di questo programma. Si possono notare la qualità della regia, le splendide luce e le scoperte originali ad ogni puntata. Un vero gruppo al servizio di uno spettacolo?

CP - Dietro un grande successo c’è spesso una squadra, ed anche questa volta le cose sono andate così. Ma nel caso di “Ti lascio una canzone”, devo dire, il merito deve essere assegnato a Roberto Cenci per il 90% e questo senza nulla togliere al lavoro degli autori.
La sua conoscenza in campo televisivo e musicale, la sua sensibilità artistica, la sua determinazione nelle scelte e l’assoluto carico delle decisioni, hanno comunque dato modo a ciascuno di noi di sentirsi parte di questo successo.

ML - Il pubblico è poco a poco stato seduce da queste puntate che hanno vinto Corrida per l’ascolto. Una vittoria splendida ed una sorpresa mentre si diceva questo programma perdente. Qual’è stato secondo te la ricetta che ha permesso questa vittoria?

CP - Dopo una certa “diffidenza” iniziale, il pubblico ha capito la grande qualità del prodotto. La “pulizia” degli interpreti ed il loro grande talento, i sentimenti riportati in primo piano come meritano, i grandi ospiti internazionali e nazionali che si sono “messi in gioco” al fianco di ragazzi veramente “appassionati” di musica, ai quali lasciare quasi il testimone con la convinzione di metterlo “in buone mani”.

ML - Sanremo è ridiventato un vero tempio della musica, luogo dove i talenti si rivelano. Questo mitico palco ha influenzato lo spirito del programma?

CP - Assolutamente no! Anzi, lo ha reso ancor più credibile.

ML - Questi piccoli cantanti hanno sorpreso con la loro qualità tecnica e la loro professionalità. Alcuni deplorano che non siano già bambini, che ne pensi?

CP - La selezione è stata fatta nelle scuole di canto. Luoghi frequentati, nella maggior parte dei casi, da ragazzi che seriamente intendono avvicinarsi al mondo della musica e non unicamente iscrivendosi a gare canore, fidandosi unicamente delle loro doti naturali.
Ma ti posso assicurare che, mentre sul palco interpretavano alla perfezione il loro ruolo, durante le prove o nel corso delle giornate erano solo e meravigliosamente bambini!

ML - Personalità si sono affermate nel corso delle puntate, così Simona Collura o il piccolo Ernesto hanno in repertori diversi superato altri concorrenti. Avete saputo mettere quest'artisti in vista. È frequente dire che è difficile dirigere bambini, come si lavora con così giovani artisti?

CP - Non sono la persona più adatta per rispondere “tecnicamente” a questa domanda. Ovviamente nelle selezioni le valutazione sono state di Roberto Cenci e del maestro De Amicis. In base alle capacità vocali di ciascuno, sono state assegnate le diverse canzoni, questo per esaltare le doti di ciascun cantante. Con i giovani artisti, per molti versi, è meglio che lavorare con i “grandi” perché mai ci si deve confrontare con la “malizia” che questi ultimi, quasi sempre, hanno.

ML - I duetti tra questi giovani ed i cantanti affermati sono stati le pepite di questo programma. Una grande emozione da parte delle interpreti ed anche da parte degli artisti confermati. Una rinascita per le canzoni. Come avete vissuto questi duetti?

CP - Certamente una delle armi vincenti dello show! Ti posso assicurare che durante le prove del giovedì, quando i cantanti ospiti sentivano per la prima volta i nostri ragazzi restavano letteralmente a bocca aperta per la meraviglia. Grandi emozioni che sono arrivate fino al pubblico a casa, così come si vivevano in teatro.

ML - Sei anche stato l'autore di Max e Angelo per i loro vari interventi nel programma. Li conoscevi da Stasera mi butto. È difficile, vedere diverso, scrivere per un duetto di comici?

CP - Il rapporto con Max e Angelo, iniziato a “Stasera mi butto” si è subito rivelato di grande amicizia e complicità. Per un autore non c’è molta differenza nello scrivere per un singolo attore o per una coppia. Nel mio caso, essendo anche attore e comico, il lavoro è facilitato dal fatto di poter “interpretare” con loro gli sketch già nella fase di scrittura e quindi vederli nascere e crescere con loro.

ML - Tutti sperano di rivedere bene presto questa varietà. Alcuni richiedono già che le puntate siano più numerose per scoprire meglio tutti i concorrenti. Sei d’accordo ?

CP - Ovviamente ci sarà una seconda edizione di questo fortunato programma, starà alla RAI stabilire quando. Il numero di puntate sarà sempre il suo ideatore a stabilirlo, a meno di particolari esigenze da valutare con la rete. Io penso che la formula delle 4 puntate più una quinta di “gran gala” sia la più azzeccata, ma questa è solo una valutazione personale.

ML - Una bella esperienza per te. In alcune parole, e per finire, come potresti riassumerla?

CP - Una bella esperienza artistica e umana, come da tempo desideravo.


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Ultimo aggiornamento 15 mai 2010

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