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Impressioni
21 - 24 maggio 2009 : Sanremo
Assistere alle prove ed alle ultime due puntate di Ti lascio una canzone è un'opportunità splendida che ho avuto la possibilità di vivere nel maggio 2009 per questa seconda edizione. Vi invito a scoprire alcune fotografie di questi momenti meravigliosi che resteranno per sempre nella mia memoria.
Grazie mille Carlo
(cliccare sulle fotografie per vederle meglio)
Teatro Ariston
Entravo in questo luogo mitico, tempio della musica italiana. La sua storia è ricca ed immaginare il numero di cantanti famosi che hanno fatto vibrare le sue pareti lo rende imponente. Senza fiato scoprivo la platea, il palco, la scena di Ti lascio una canzone. Tutto allo stesso tempo, una valanga di emozioni. Le famose scale, tutte le luci, e la musica che riempiva tutto lo spazio della sala. Le poltrone rosse, il bellissimo soffitto, le camere televisive pronte a trasmettere una nuova serata indimenticabile.
Essere il testimone di questo lavoro collettivo che genererà un programma favoloso è un'esperienza fantastica. È così bello vedere quest'artisti vivere una passione e creare ciò che ci farà sognare.









Roberto Cenci e la sua squadra
Sono stato molto impressionato dal lavoro e dalla personalità di Roberto Cenci. Non immaginavo vedere un regista in mezzo ai giovani cantanti, cantare con loro la parte degli ospiti (e molto bene, occorre segnalare che lui è diplomato in conservatorio in percussioni) guidando i bambini nel loro spostamento, nel loro canto. L'occhio sullo schermo di controllo per vedere l'insieme, attento alla registrazione audio, alle luci, ai movimenti di delle camera televisive, ai costumi. Tutto nello stesso tempo. Nulla gli sfugge. Va da un punto ad un altro della scena, dà un'indicazione ad un autore, poi al direttore d'orchestra , parla ai suoi tecnici, torna in mezzo ai cantanti.
Un genio, si può dire senza esagerare. Sa condurre il suo gruppo con fermezza, pur improvvisando momenti puri di rilassamento. Sa essere molto vicino a loro, chiedere il migliore e lo ottiene senza pena grazie a questo clima di lavoro seria e di qualità. Vibra con la musica, batte la misura sempre. Quindi non è una sorpresa che Roberto Cenci sà proprio trasmettere sul piccolo schermo l'atmosfera unica di una canzone. Ne conosce ogni nota. Controlla tutte le tappe della creazione di questo programma.
Un grande “monsieur” che è appassionante vedere lavorare con il suo gruppo che è tantissimo professionale. Una squadra simpatica che ho molto apprezzato e che ringrazio per l’accoglienza piacevole. Mi ricorderò anche tantissimo la conversazione molto interessante che ho avuto con Pippo Balestrieri. Bella emozione anche vedere Antonella Clerici che molto piacevolmente è venuta con un grande sorriso salutarmi.
L'orchestra ed il suo Maestro Leonardo De Amicis
Ti lascio una canzone non potrebbe esistere senza i suoi eccellenti musicisti dell'orchestra della Rai ed il maestro Leonardo de Amicis che fà gli arrangiamenti. Durante le tre ore della puntata suonano più di una trentina di brani di musica diversi. Opera, varietà, jazz, tanti stili diversi con la stessa qualità rara.
Ero molto commosso quando ho potuto balbettere a Leonardo de Amicis le mie congratulazioni. Non dimenticherò anche questo momento magico dove sola nella platea li ascoltavo fare le prove. Avrò potuto restare ore lì.



I ballerini
Il corpo di ballo effettua coreografie bellissime durante le canzoni ed ero molto contenta di vederle di un po'più vicino. Si può facilmente immaginare le ore di prove di fronte a questo lavoro, questa armonia. Complimenti.
Senza dimenticare le coreografe dei bambini che nella sala ballano per guidarli durante le prove ma anche durante le puntate.
I giovani cantanti
Quando li ho scoperti questi piccoli bambini, sono stato intenerita. È adorabile vederli divertirsi nei corridoi del teatro Ariston come se fosse una cortile di ricreazione. Poi prendono il loro microfono e là, trasformazione. Li comparo a ginnasti poiché si può vedere la stessa concentrazione prima di cominciare. Si applicano, ricominciano, danno tutti ciò che hanno, sono di una forza ancora più grande nelle prove.
Allora quando imbecili, che hanno dovuto dimenticare ciò che è realmente la musica, criticano ed accusano di sfruttare questi bambini, è pietoso. Questi piccoli vivono la loro passione, come adulti. Hanno il diritto di suonare musica, fare sport da competizione. Perché non avrebbe il diritto di cantare? Magari perché arrivano a superare alcuni cantanti adulti semplicemente.
Gli ospiti che hanno cantato con loro erano affascinati. I professionisti osservavano appassionati come loro, e la complicità era immediata. Non c'erano star e novizio, ma artisti che si divertivano. L’ho visto proprio con Massimo Ranieri. Bellissimo.








Carlo Pistarino con Max Vitale e Gigi Garretta
Per la prima volta, scoprivo Carlo lavorando con quest'artisti. Vedere costruire uno sketch è molto interessante. Oltre all'originalità dello sketch e dei personaggi tutto è dettagli, gesti, intonazioni, voce, ritmi. Una meccanica di precisione che occorre sapere trattare con savoir-faire e… talento. È a questo momento che si comprende quanto un comico, benché avendo un potenziale innato debba tuttavia apprendere e sapere ascoltare. Chi non ha questo potenziale d'ascolto non saprà mai sentire e trattare perfettamente queste sfumature così sottili che iniziano il ridere. Una stessa frase può essere detta in modo così diverso. Più l'esperienza di un artista è grande è più è visibile in quest'approccio così sottile. Carlo ha questo dono e l'esperienza come attore ed autore. Sa correggere una piccolissima cosa ed ecco, la frase ha preso subito una forza più grande. Tutta l'arte del comico e soprattutto di un buon autore è là.
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